Sito internet addio. Come i social media stanno cambiando tutto

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Fino a qualche anno fa la priorita’¬†ricorrente di una attivita’¬†era fare il sito internet oggi invece le cose sono nettamente cambiate con l’avvento dei social network. Nelle mie lezioni e seminari la prima cosa che chiedo e’: una persona potenzialmente interessata al prodotto che volete vendere cosa cerca su google? Questa e’ la domanda principale che bisogna porsi per riuscire a lavorare in modo efficace sull’ottimizzazione dei risultati (seo) e sui contenuti generati dagli utenti (ugc).

Facciamo un esempio concreto.

Se Mario Rossi vuole vendere scarpe vanno definiti alcuni punti ovvero:

Qual e’ il target di riferimento? (micro target)

Qual e’ la zona in cui vuole vendere? (geolocalizzazione)

Quali sono i canali mediatici migliori su cui attuare la promozione?

Cosa cerca su google il mio potenziale cliente interessato al prodotto? (ugc)

Partendo dalla prima domanda, ovvero il target, sappiate che piu’ rimango generica, piu’ i miei risultati sono approssimativi, mentre piu’ sono specifica piu’ i miei risultati saranno effettivi. Per esempio se voglio vendere scarpe, puntare su uno specifico tipo e’ vincente. Per esempio scarpe da running, oppure scarpe da ballo, oppure scarpe da barca e cosi’ via. Perche’ questo aspetto e’ importante? Perche’ una persona che su google cerca “scarpe” in generale non ha le idee ben chiare su quello che cerca, mentre chi cerca scarpe da running sicuramente e’ gia’ pronto ad acquistarle.

Prendiamo quindi come prodotto “scarpe da running”. A questo punto dobbiamo chiederci DOVE vogliamo piazzare il nostro prodotto. La risposta che darebbero quasi tutti ad una prima superficiale analisi e’: a livello nazionale ma sappiate che piu’ la nostra area e’ grande piu’ e’ difficile spodestare i competitors.

Allora la considerazione che va fatta e’: da dove posso partire? qual’e’ la zona dove posso lavorare meglio? In questo caso supponiamo che Mario Rossi sia di Bologna. Dunque la cosa migliore che puo’ fare e’ rivolgersi al mercato bolognese.

Definiti questi due punti, ovvero microtarget e zona posso gia’ individuare le prime parole chiave, ovvero le parole che un utente potenzialmente interessato al mio prodotto cerca su google:

“scarpe da running bologna”

A questo punto posso fare una ricerca su queste parole (meta tag) e analizzare i miei competitors come si muovono sul web; ovvero i miei competitors hanno blog? Facebook? Siti? Da questa ricerca posso evincere che i miei competitors di bologna non hanno blog e hanno solo pagine facebook gestite mediocramente.

A questo punto posso puntare proprio sugli aspetti in cui i miei competitors sono deboli: ovvero costituire un blog e una pagina facebook puntando sulle parole chiave generate dagli utenti. Per esempio un blog posso chiamarlo semplicemente “RunningBologna” con sottotitolo “le scarpe giuste” e utilizzare per la pagina le stesse keywords.

Ora siamo solo all’inizio, perche’ poi nel blog dovrei definire le categorie e i tag e nel facebook generare gli hashtag e i trending hashtag.

Puoi anche fare un sito ma come vedi le domande che ti sei fatto prima sono state fondamentali.

Questa e’ solo la punta dell’iceberg. Ci sono da definire altre cose fondamentali come per esempio le immagini e lo storytelling.

Le immagini sono l’amo principale che cattura l’attenzione delle persone e si ancora nella mente. Sono emozioni, sono ricordi, ancestralita’ e pensieri laterali.

 

www.dedafiorini.com

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