Social Life, Media e New Ugly: la comunicazione è “Brutta”. Ma solo per finta.

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Demna Gvasalia è il nuovo giovane stilista di Balenciaga dall’aspetto un po’ Punk che ha portato nell’ultima sfilata dei modelli e delle modelle che tutti definiremmo semplicemente brutti con addosso abiti con forme sperimentali, cubiste quasi.
Una schiera di persone dice “Genio! La nuova bellezza”, l’altra sconsolata sussurra “ma dove stiamo andando?”
Se ci pensate la nuova tendenza di questi ultimi periodi è la bruttezza ricercata nella comunicazione e nell’intrattenimento: locali senza pretese, luci basse, poche candele, sedie e tavolini arrugginiti ma dietro a questa apparente sciatteria e bruttezza si cela invece una grande cura dei dettagli.
Anche lo spettacolo, in particolare il Teatro vive questa identità del brutto: spettacoli quasi incomprensibili, con attori deformati dalla pazzia del loro personaggio, con allestimenti bui, ansiogini, asettici. Un altro esempio è ben rappresentato negli artisti: sempre più autoreferenziali, paranoici, poco curati e affascinanti nel loro essere così fuori da ogni parametro di “bello” e “carismatico”.
Per quanto riguarda la pubblicità, si sta notevolmente semplificando e c’è un ritorno alla apparente frugalità se mi concedete il termine. L’esplosione dei colori degli anni 80-90 è completamente surclassata da toni vintage, nostalgici, patinati; atmosfere che ricordano il passato, le albe e i tramonti. Una rappresentazione esemplare di questa tendenza la si trova nelle immagini di Instagram.

Siamo dentro a dimensioni e atmosfere che di solito vengono scartate, come se ci fosse un recupero dello scarto e una successiva valorizzazione di questi pezzi “meno nobili”.
Ma d’altra parte come faceva il Punk in modo più diretto, forte e immediato, questa nuova tendenza denominata NEW UGLY rompe dei canoni usando il brutto per aprirsi a nuovi mondi.

Questo “Nuovo Brutto” nasconde una grande cura del dettaglio: c’è un grandissimo lavoro per ottenere tutta questa bruttezza.

Addio vero, sano e onesto Punk. Ora c’è il New Ugly.

 

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