Esercizio di storytelling: le parole disturbanti

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In questo articolo ti coinvolgo in un esercizio di storytelling potentissimo, come un bacio improvviso.
Come un growling e uno schiaffo in faccia. Come la hola allo stadio e un boato d’aereo.

Se vuoi passare subito all’esercizio basta scorrere un pochino in giù fino al prossimo paragrafo.

 

Introduzione all’esercizio

Lo storytelling strategico ha come obiettivo quello di creare una storia interessante intorno ad un prodotto. Il prodotto può essere un libro, un post su un social, la descrizione di un vino, le parole di uno spot ecc…

Quando noi siamo attirati da uno spot o da un libro  o da una pubblicità  c’è sempre qualcosa che spicca e che accende la nostra attenzione. Può trattarsi di un colore, di una parola, di una grafica oppure di tutte queste cose insieme.

Per scrivere bene è necessario comprendere che le parole saranno lette da una persona che non siamo noi.

Infatti  il nostro coinvolgimento enfatizza le cose che elaboriamo facendocele percepire interessanti mentre invece spesso sono banali.

Se vuoi scrivere in modo incredibile (davvero) seguimi in questo esercizio fantastico di Storytelling che ho elaborato a Febbraio 2018.

Questo esercizio di storytelling e scrittura creativa che ho chiamato le parole disturbanti aiuta a rivedere totalmente un testo scialbo e con poco appeal.

Ma prima di tutto: cosa sono le parole disturbanti? Le parole disturbanti sono quelle parole che non potreste usare agevolmente in un colloquio di lavoro o in fila dal dottore o in chiesa; quelle parole che se qualcuno le dice la gente drizza le antenne o addirittura si gira a guardare.

Volete un esempio? Ecco immaginate di essere in fila alle poste….sentite una persona raccontare:

“sono andata a fare la spesa, ho comprato del pane, ho preso della verdura. Ho limonato con un cassiere”

Voi che siete in fila quando accendete l’attenzione sulla conversazione? Ovviamente all’ultima parte “ho limonato un cassiere“.

 

Altro esempio:
Il vostro professore racconta un aneddoto riguardante una cena “…mi trovavo a cena con questo gruppo di colleghi tra cui uno con cui ero andato a pogare ad un rave….” ecco anche qui finché racconta della cena ok tutto bene…magari qualcuno era già pronto ad addormentarsi ma ecco che arriva la frase disturbante che accende la curiosità di tutti “….con cui ero andato a pogare ad un rave….”

Iniziamo con l’esercizio di storytelling “Le parole disturbanti”:

Ti riporto tutte le procedure che dovrai seguire passo per passo. In sostanza sono solo pochi passaggi ovvero scegliere una immagine, definire una trama / racconto / presentazione e inviarmelo per mail. Leggi attentamente quanto segue. Aspetto poi il tuo lavoro.

  • Scegli una di queste copertine

 

  • Ora ipotizziamo che questa immagine che hai scelto rappresenti la locandina di un film o di una serie televisiva o di uno spettacolo: devi scriverne la trama / sinossi / presentazione.
  • Scrivi un esposto di massimo 6/7 righe in Foglio A4.
  • Mandami il tuo lavoro in word a dedafiore@gmail.com
  • Lo leggerò e ti invierò un voto e una motivazione di voto e ti fornirò 4 parole disturbanti che dovrai applicare al tuo lavoro nelle modalità che ti spiegherò.
  • Ti sorprenderai e non potrai credere ai tuoi occhi.  Verrà fuori qualcosa di incredibile.

Aspetto i tuoi lavori e intanto ti mostro il lavoro di un mio ex allievo che attraverso questo esercizio ha poi prodotto una trama pazzesca.

 

Il mio ex allievo che si chiama Leonardo aveva scelto l’immagine che segue; aveva immaginato che questa foto fosse l’immagine di un libro e ne è andato a inventare una possibile trama:

Titolo del libro scelto da Leonardo: Io no

Trama:

Peter aveva compiuto da poco 28 anni. La sua vita stava per cambiare perché sarebbe diventato presto padre. Non voleva fare gli stessi sbagli del suo e ogni giorno lottava per essere qualcuno di diverso. Sfidava il destino ma sentiva continuamente il peso del suo passato.

 

 

 

 

Gli sono state fornite a Leonardo (l’autore del testo sopra riportato) le 4 parole disturbanti che seguono:

Stage Diving

Rutto

Vomito

Fare l’amore

 

Vi riporto sotto il “remake” (prima rileggetevi sopra l’originale). Premetto che le parole non devono essere inserite in modo didascalico ovvero non dovete riportare così come sono le esatte diciture, ma potete inserirle nella vostra rielaborazione in modo concettuale.

Si era svegliato in mezzo a vomito e odore di vodka. Si era acceso la prima sigaretta del nuovo fottuto giorno in hangover. Erano le 2 del pomeriggio. Provava a rimettersi le mutande della sera prima mentre la cenere gli cadeva sul gingillo penzolante. Così con la faccia piegata, una smorfia da sballato e le mutande a metà si vide nello specchio della scarpiera con quel grandissimo livido causato da uno stage diving azzardato e in differita durante il concerto Punk.

Fece un sonoro rutto guardando la foto di suo padre; povero santo uomo che aveva cresciuto da solo e con impegno sacrale questo ragazzo senza regole, relitto della società moderna.

 

-3 Mesi dopo-

 

Driiiiin Driiiiin,Dreeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeen

<Numero Sconosciuto>

“Che cazzo….”

“Eh..Ehm…Peter? Sono quella del concerto degli Actionmen con il piercing nel collo, con i capelli verdi. 

Non mi vengono le mestruazioni da tre mesi…”

Tu tu tu tu tu.

Inizia un allucinatorio viaggio tra tensioni punk e latenti esigenze di  temuta normalità.

Fantastica l’interpretazione assolutamente laterale che è stata fatta in questo “remake” , infatti nel testo originale di Leonardo leggevamo “….non voleva fare gli stessi sbagli del suo….” riferendosi al padre e nella rielaborazione questo concetto è stato interpretato al contrario di quello che di solito è evinto: ovvero “non voleva fare gli stessi sbagli del suo” nel senso che non voleva comportarsi bene come suo padre fece con lui anni prima, prendendosi grandi responsabilità e perdendo tutta la sua giovinezza.

 

Bene. Ora che hai scelto la tua immagine, scrivi la trama e inviamela a dedafiore@gmail.com; specifica quale immagine hai scelto. Leggerò il tuo lavoro, ti darò un parere su quello che hai scritto e ti manderò 4 parole disturbanti. Rifarai il lavoro e me lo rinvierai: infine lo pubblicherò sul sito www.ilcircolodegliscrittori.it